
Inaugurata la Mostra “Fiume. Città del Ricordo” – presso la Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma (Corso Rinascimento, 40).
Dal 29 gennaio fino al 20 febbraio sarà possibile visitare la mostra “Fiume. Città del ricordo” dal mercoledì al venerdì dalle ore 14 alle 18.
L’iniziativa è promossa dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, dall’Archivio di Stato di Roma e dalla Società di Studi Fiumani. Nell’allestimento sono esposti per la prima volta alcuni tra i documenti e cimeli più significativi dell’Archivio Museo Storico di Fiume, dall’età moderna fino all’esodo giuliano-dalmata del secondo dopoguerra, commemorato nel Giorno del Ricordo.
Il percorso tocca tratti peculiari della città, che ebbe un ruolo rilevante nelle relazioni culturali, commerciali e geopolitiche tra l’Adriatico e l’Europa subdanubiana. La città, dotata di autonomia riconosciuta dalla dinastia asburgica fin dal XVI secolo e porto franco dal 1719, conservò ordinamenti e giurisdizione autonomi dai territori limitrofi. Di lingua italiana, restò legata fino al tardo Ottocento con la patria magiara. Tra le testimonianze di questo periodo vi sono i primi statuti approvati da Ferdinando d’Austria nel 1530, i lasciapassare rilasciati dai consolati stranieri in Fiume, il vessillo del Comune e i resti dell’aquila della torre civica, abbattuta dalle truppe jugoslave nel 1945, quando Fiume fu al centro delle rivendicazioni italiane e jugoslave.
Delle tensioni novecentesche sono esposti alcuni atti delle prime associazioni irredentiste e dell’occupazione dannunziana, tra cui il labaro ricamato su disegno di Adolfo De Carolis e la prima edizione della costituzione del Carnaro.
Seguono le testimonianze della condizione di Fiume e dei suoi abitanti tra il 1945 ed il 1947, quando l’ipotesi di una città-stato libera fu sostenuta, da Riccardo Zanella, erede dell’antico movimento autonomista.
Ingresso libero senza prenotazione
E’ sempre possibile richiedere pubblicazioni, informazioni e visitare il Museo contattandoci direttamente.


