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PREMESSA English:

La prima idea di raccogliere in un
archivio-museo le memorie sparse di Fiume era sorta nel 1956, da una
corrispondenza tra mons. Luigi M. Torcoletti e il dott. Nino Perini in
occasione di una mostra di cimeli fiumani. Idea ancora incerta che solo
alcuni anni dopo acquistò forma più concreta in un incontro a Venezia di
Attilio Depoli con alcuni amici. Si parlò allora della sorte che attendeva i
documenti, le pubblicazioni susseguitesi a Fiume dal secolo passato ai
giorni nostri, i cimeli vari, le stampe, le raccolte di giornali in possesso
di tanti concittadini e d’altri che avevano partecipato alla vita della
città nei suoi momenti più drammatici. Tutti quei ricordi, conservati con
amorosa cura e salvati al momento dell’esodo, spesso fortunosamente,
correvano il pericolo di andar dispersi se non si fosse in qualche modo
provveduto alla loro salvezza. Il prof. Attilio Depoli avanzò allora la
proposta di costituire un ente o un istituto che avesse il compito di
raccogliere quel materiale d’importanza storica per tramandarlo alle
generazioni future quale tangibile memoria di Fiume e delle sue secolari
lotte in difesa dell’italianità e di creare contemporaneamente ad esso un
centro di studi fiumani. Nessuno meglio dell’antica Società di Studi Fiumani avrebbe potuto assolvere il compito cui pensava Attilio Depoli.
Essa era sorta nel 1923 quale erede della Deputazione fiumana di storia
patria creata agli inizi del secolo soprattutto per l’incitamento di Egisto
Rossi che negli studi storici aveva veduto un’arma di difesa dell’italianità
di Fiume quando più preoccupanti si facevano le minacce ai suoi diritti e
privilegi secolari. Al principio del secondo conflitto mondiale (1939-1945)
la Società di Studi Fiumani era stata costretta a sciogliersi assorbita dalla Deputazione di
storia patria delle Venezie, e si pensò quindi di ricostituirla in esilio. Per
iniziativa dello stesso Depoli, cui s’aggiunsero il prof. Enrico Burich, il
prof. Giorgio Radetti e il dott. Gian Proda, il 27 novembre 1960 la Società
di Studi Fiumani rinasceva a nuova vita per riprendere, in mutate e più
difficili condizioni, l’antica attività. Tra i suoi primi atti fu l’appello
lanciato a tutti coloro che possedevano cimeli storici, documenti,
pubblicazioni, per farne dono all’istituendo Archivio-Museo.
L’appello della Società non cadde nel vuoto e ben presto cominciò ad
affluire alla casa del dott. Proda un abbondante materiale di valore
storico. Nel frattempo lo stesso Proda era riuscito ad ottenere dall’Opera
per l'Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati la promessa che alcuni
locali in una palazzina in costruzione a Roma sarebbero stati riservati
all’Archivio Museo storico di Fiume.
Il prof. Enrico Burich, succeduto al
prof. Attilio Depoli scomparso il 1° marzo 1962, aprendo i lavori della
seconda assemblea generale dei soci nel 1963 poté dichiarare tra l’altro:
«Avremo una sede dignitosa e dobbiamo esserne grati all’Opera. Il
ricettacolo per il materiale raccolto c’è e con questo abbiamo fatto un bel
passo avanti. Pensate, un’esposizione permanente delle cose nostre più care:
documenti insigni, riproduzioni fotografiche delle nostre case, del nostro
Corso, della nostra Cittavecchia, i proclami che attestano delle nostre
lotte per l’italianità, della nostra attività nel campo culturale come in
quello economico... Ma non solo un luogo sacro ai nostri ricordi vogliamo
creare: ci muove il desiderio di dare vita ad un centro di studi fiumani,
con un archivio e una biblioteca: riunire ciò che si è stampato intorno a
Fiume, a cominciare dai secoli passati pel arrivare agli anni nei quali
Fiume assurse a simbolo nazionale...».
Enrico Burich non poté vedere
realizzato il centro di studi e di raccolta di documenti e cimeli per il
quale tanto s’era adoperato: la morte lo colse improvvisa a Modena il 12
ottobre 1965, ad un mese di distanza dalla scomparsa di Gian Proda, primo
Conservatore dell’Archivio-Museo. La Società di Studi Fiumani ha continuato
l’opera intrapresa portandola a compimento con lo stesso impegno che vi
avevano posto i suoi primi iniziatori.
L’Archivio-Museo, nella sua sede di Via
Antonio Cippico n. 10, all’EUR di Roma, grazie ad alcuni generosi lasciti è dotato
di un razionale arredamento e il materiale finora raccolto e che s’accresce
sempre mercè le nuove offerte, viene ordinato, catalogato e schedato in modo
da poter essere utilmente consultato dagli studiosi.
Attualmente l’Archivio-Museo possiede una
notevole raccolta di documenti, tra i quali due copie manoscritte degli
statuti cittadini elargiti a Fiume dall’Imperatore Ferdinando I d’Austria nel 1530,
tutte le lettere autografe di Gabriele D’Annunzio ad Antonio Grossich (1919-1921),
il Libro dei verbali della Giovane Fiume, la prima società irredentistica
fiumana, i documenti di interesse fiumano degli archivi personali di Oscar
Sinigaglia, di Andrea Ossoinack, Riccardo Zanella, Icilio Bacci, Riccardo
Gigante, Antonio Grossich e
Giovanni Giurati, documenti vari relativi a particolari momenti della storia
della città, numerose stampe dell’800, dipinti originali di pittori fiumani
rappresentanti significativi aspetti di Fiume, ritratti, e quasi un migliaio
di fotografie oltre a cimeli storici di ogni genere.
La biblioteca storica fiumana, unita
all’archivio, annovera circa seimila volumi di interesse fiumano,
istriano e dalmata, molte annate delle riviste e dei quotidiani pubblicati a
Fiume sino al 1945 («Eco di Fiume», «Gazzetta di Fiume», «Il Popolo», «La
Bilancia», «Il Giornale», «La Vedetta d’Italia», «Studio e Lavoro»,
«Varietà», «La Difesa», «Vita Fiumana» «La Vedetta», «Giovine Fiume», «Liburnia»,
«Fiume» ecc.). Un pezzo, particolarmente interessante, in questa raccolta, è
costituito da una copia, l’unica esistente, del primo giornale uscito a
Fiume nel 1813, «Le notizie del giorno».
L’istituzione creata dal
sodalizio
s’avvia ad offrire agli studiosi della storia di Fiume e dell'Istria un’efficiente base di
documentazione e di consultazione, che via via s’arricchisce. Nuovo impulso
è giunto dalla collaborazione dei giovani che operano nell’ambito
dell’Associazione per la Cultura Fiumana, Istriana e Dalmata nel Lazio. A
tale Associazione, che ha sede negli stessi locali della Società di Studi Fiumani è stata affidata, a partire dal 1998, parte della gestione del
patrimonio culturale esistente nell’Archivio-Museo. |