Fiume sotto la Jugoslavia e l'esodo (1945-1952)
Sintesi storica
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Appena entrati i partigiani jugoslavi in città iniziò una politica di persecuzione contro gli italiani portata avanti dalla polizia segreta OZNA (Sezione per la Difesa del Popolo). Il risultato fu che oltre 600 persone scomparvero nelle foibe intorno a Fiume o furono fucilate presso cave di pietra, senza processo e senza ricevere dignitosa sepoltura. Parallelamente in Istria gli scomparsi arrivarono a circa 10.000. Scomparvero i due Senatori fiumani Riccardo Gigante e Icilio Bacci, il podestà Gino Sirola, il direttore della Vedetta d'Italia Carlo Colussi e tanti altri. All’inizio del 1946 ci furono processi contro i giovani autonomisti fiumani e contro ogni soggetto sospetto di antijugoslavismo. il clima di terrore che si venne a creare unitamente al nuovo sistema autoritario persecutore delle libertà fondamentali, gettarono le premesse del grande esodo dei fiumani verso l'Italia. Circa l’85% della popolazione di Fiume abbandonò in varie ondate la propria città per recarsi nella penisola italiana dove vennero accolti in campi profughi. Molti fiumani decisero di prendere le vie delle Americhe e dell'Australia. |