Fiume all'Italia (1924-1945)

Sintesi storica

Dopo l'estromissione di Zanella da parte dei nazionalisti guidati da Giunta, il Generale Gaetano Giardino fu nominato nel settembre 1923 Governatore di Fiume dal Governo italiano, sulla falsariga di quanto si era fatto due anni prima con i due Alti Commissari non fiumani e "super partes" (capitano di vascello Antonio Foschini e generale di brigata Luigi Amantea).

In questo periodo giocò un ruolo di mediazione molto importante il fiumano Attilio Depoli, finché il 27 gennaio 1924 fu firmato ad Anzio e a Roma da Benito Mussolini e il ministro serbo Nikola Pasic un accordo, tra italiani e jugoslavi, per il passaggio della città all'Italia. A Fiume l'etnia italiana era in maggioranza.

Il 16 marzo 1924 il re Vittorio Emanuele III proclamò l'annessione di Fiume al Regno d'Italia. Successivamente, il 4 novembre 1924 il duca Emanuele Filiberto d'Aosta decorò la città con Medaglia d'Oro al Valor Civile.

Dopo un primo periodo di stagnazione economica il porto di Fiume dal 1935 in poi riprese a lavorare a pieno ritmo. Anche l'industria ebbe un discreto sviluppo e la piaga della disoccupazione fu praticamente annullata. Molti operai e marittimi provenivano dalla vicina Sussak. La seconda guerra mondiale scoppiò nell'Adriatico orientale il 6 aprile 1941 e la città si trovò praticamente in prima linea.