Stato libero di Fiume (1920-1922)

Sintesi storica

Dopo la cacciata di D'Annunzio, il fiumano autonomista Riccardo Zanella (1875 - 1959) fu eletto Presidente dello Stato Libero di Fiume.

Il suo partito vinse il 24 aprile 1921 le libere elezioni, ma l'esperienza zanelliana durò ben poco.

Infatti, il 3 marzo 1922 una rivolta armata di fascisti triestini ed ex legionari dannunziani guidati da Francesco Giunta, costrinse Zanella e i suoi seguaci a lasciare Fiume e rifugiarsi a Portorè (Kraljeviza) in Jugoslavia. Il monarca serbo che era stato favorevole alla creazione di Fiume libera diede protezione ai fuoriusciti autonomisti.

Riccardo Zanella non tornò mai più a Fiume e dopo la seconda guerra mondiale tornò in Italia, precisamente a Roma dove morì in esilio. I suoi seguaci dopo l'occupazione jugoslava di Fiume (3 maggio 1945) furono uccisi dalla polizia segreta (OZNA). Tra di loro si ricordano Mario Blasich, Giuseppe Sincich e Matteo Skull.

Lo Stato Libero Fiumano durò formalmente fino al 1924, anno dell'annessione di Fiume all'Italia.