Fiume - 1918
Sintesi storica
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L'Italia vinse definitivamente a Vittorio Veneto la Grande Guerra e il 29 ottobre 1918 gli austroungarici abbandonarono Fiume dove si costituì un Consiglio Nazionale Italiano, mentre i croati nominarono un proprio Commissario e un proprio Consiglio Nazionale, forti del fatto che in base al Patto segreto di Londra la città era stata assegnata ad altra compagine statale. La questione fiumana stava sempre più complicandosi in quanto a nessun governante era venuto in mente di sentire il parere dei suoi abitanti. Intanto Trento, Trieste, Gorizia, Pola e Zara tripudiavano all'ingresso delle truppe italiane liberatrici. A Fiume l'Italia stentava molto ad arrivare. Il 30 ottobre il Consiglio Nazionale Italiano, con a capo il dr. Antonio Grossich, proclamò Fiume unita alla madre patria Italia. Il 17 novembre 1918 il generale San Marzano occupò la città con i granatieri. Il presidente americano J.W. Wilson si oppose agli italiani e inviò a Fiume una Commissione interalleata, alla quale seguì un corpo di spedizione armato. Il reggimento di granatieri ricevette l'ordine, nell'aprile del 1919, di lasciare Fiume. Nel maggio del 1919 a Ronchi, sette ufficiali dei granatieri si riunirono e giurarono di liberare Fiume, al motto di "Fiume o morte". |